A pranzo a Lambrate con il profumo del limone


La domenica, quando eravamo più ragazzi - lo siamo ancora, ma meno - era spesso a cena a casa di un amico. Cucinava lui, tante volte con i meravigliosi beni che arrivavano con "il pacco". Erano domeniche caotiche e caciarone, in una casa dove la televisione si trovava nel frigo e in cui si comunicava usando un megafono. Lo faremmo ancora, se ne possedessimo uno. L'amico, a metà strada di un suo nuovo inizio, è passato da Milano e, per noi, è stata un'occasione per ritrovarlo, coccolarlo e ridere, molto. Ma a pranzo, segno del tempo che passa.



Un menù al limone, presente nella portata principale. Ho però portato tutto a tavola e lasciato che ciascuno componesse il proprio piatto secondo piacere. Il Collaboratore ha apparecchiato con le belle tovagliette "limonose" che mia "suocera" ci ha portato dall'Austria, insieme a una glacette "sportiva". In pratica una sorta di borsa del ghiaccio che abbraccia le bottiglie, chiaramente coordinata. Nei piatti: torta greca alle zucchine e feta, polpette al limone di Anna, stoemp eretico, montasio, salame Milano. Alla fine, macarons portati dall'ospite e zuppa inglese come si fa a casa mia. Brindato a Cartizze...e coca cola per l'astemio di famiglia.



Commenti

  1. Arrivano! Comunque ci metti più a scrivere una ricetta che a realizzarla. Buona giornata Eugenia. Hai visto che sole?

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  2. Il ritrovo degli amici e sempre una grande emozione

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    1. Soprattutto perché riesce a sospendere il tempo

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